Il 21 marzo CSVnet e i Csv al fianco di Libera a Torino
Anche quest’anno la rete dei Centri di servizio per il volontariato partecipa alle celebrazione per la XXXI Giornata nazionale dedicata alle vittime innocenti di mafia. Intanto sui territori sono molte le iniziative che testimoniano come la memoria può trasformarsi in impegno: con i più giovani, nei territori, nei beni confiscati che tornano a vivere
Il 21 marzo, in occasione della Giornata della Memoria e dell’impegno delle vittime innocenti di mafia, CSVnet sarà di nuovo al fianco di Libera per partecipare alle celebrazioni che quest’anno si svolgeranno nella città di Torino.
La presidente di CSVnet Chiara Tommasini e il direttore Alessandro Seminati leggeranno alcuni degli oltre 1000 nomi di donne e uomini che in questi anni sono rimasti uccisi dalla criminalità organizzata.
Inoltre, alcuni rappresentanti dei Csv prenderanno parte nel pomeriggio ai seminari tematici di approfondimento, organizzati in collaborazione con associazioni, realtà di base, giornalisti ed esperti.
Come sostiene Libera, oltre ad essere un momento di ricordo, la Giornata sarà anche un rinnovato impegno collettivo contro criminalità organizzata e corruzione.
Un impegno già assunto e ben presente tra i Centri di servizio per il volontariato in Italia che anche quest’anno stanno portando avanti iniziative e progetti sui temi della lotta alla mafia o dei beni confiscati, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni.
Nei giorni scorsi, ad esempio, il Csv Calabria Centroinsieme a Libera Catanzaro ha promosso l’incontro “Verso il 21 marzo” per e con gli operatori e le operatrici del servizio civile che ha unito le date dell’8 e del 21 marzo. Un incontro per ricordare e raccontare – proprio dai ragazzi e dalle ragazze in servizio civile – le storie di alcune delle donne calabresi vittime di mafia.
Tra queste, Rita Cacicia, Rosa Fassari, morte su un treno deragliato a Gioia Tauro e diretto a Torino nel 1970, durante i moti di Reggio Calabria; Elisabetta Gagliardi, uccisa a 9 anni nel 1990 a Palermiti, con un colpo alla nuca; Roberta Lanzino, stuprata e uccisa nel 1988, mentre si recava al mare col motorino, da un gruppo di uomini della criminalità locale. C’è stato chi si è concentrato sulle vite sconosciute di tante donne calabresi, ma anche chi ha voluto soffermarsi su aspetti inediti di quelle più note, come Lea Garofalo o Maria Chindamo.
Il 25 marzo a Crema si terrà invece l’incontro “Liberi di scegliere” organizzato, nell’ambito del Festival dei diritti promosso da Csv Lombardia Sud, da Presidio di Libera cremasco, associazione Donne Contro La violenza ODV in collaborazione con ATS Impronte sociali 2.0, Comune di Crema.
L’obiettivo è far conoscere le storie di donne che sfuggono dalle famiglie di mafia. Si parte dalla storia di Anna (nome di fantasia) protagonista del libro di Alessandra Ziniti, che da oltre un decennio lotta per sfuggire alla sua famiglia, che occupa i vertici della criminalità calabrese e non le perdona la sua scelta di libertà.
La lotta alla mafia sarà poi uno dei temi al centro del dibattito nell’evento organizzato dal Csv Brindisi Lecceil 27 marzo dal titolo “Il valore che tiene insieme i territori”. In particolare, si parlerà dell’avviso pubblico della Regione Puglia “Cantieri di Antimafia Sociale 2.0” che punta a promuovere la cultura della legalità e dell’antimafia sociale soprattutto tra i giovani.
A Boscoreale, in provincia di Napoli, l’11 aprile sarà inaugurato un bene confiscato al clan Pisacane che sarà intitolato ai giornalisti Peppino Impastato e Giancarlo Siani. All’interno di questo bene confiscato avrà sede la nuova redazione di Volwer Radio TV, una web radio sociale gestita prevalentemente da giovani.
Fonte: CSVnet


