Celebrata la giornata del Braille: un codice sempre attuale nonostante l’avvento delle nuove tecnologie
Sabato 28 febbraio, a partire dalle ore 10:00, presso la sede territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Calabria, si è svolto, sia in presenza sia online, un momento di riflessione e confronto dedicato al valore e all’attualità del metodo Braille.
Con l’iniziativa si è voluto ribadire come, nonostante l’avvento delle nuove tecnologie, il Braille resti un sistema attuale, vivo e pienamente integrato con i moderni ausili digitali. Fondamentale per l’accesso all’istruzione e alla formazione delle persone non vedenti, il codice Braille continua ancora oggi a rappresentare una chiave indispensabile di autonomia, crescita culturale e inclusione sociale.
L’evento si è aperto alle ore 10:00 con i saluti della presidente della sezione dell’UICI reggina, Francesca Marino, che ha sottolineato quanto il Braille sia stato determinante nel permettere alle persone non vedenti di raggiungere importanti traguardi e obiettivi personali e professionali. Inoltre, ha evidenziato come esso debba continuare a essere centrale soprattutto in ambito scolastico, accompagnando i bambini e i ragazzi con disabilità visiva nel loro percorso di istruzione e formazione, senza che venga mai messo in secondo piano.
La parola è poi passata alla vicepresidente della sezione dell’UICI reggina, Francesca Barranca, che ha moderato l’incontro introducendo il primo intervento della giornata: quello di Nicola Stilla, presidente del Club Italiano del Braille. Nel suo intervento, Stilla ha ribadito che non bisogna assolutamente considerare il Braille un codice superato “da mettere in soffitta”, né pensare che debba essere sostituito dalle nuove tecnologie, ma piuttosto affiancato ad esse. Le innovazioni digitali, infatti, rappresentano un supporto prezioso, ma non possono e non devono sostituire la competenza nella lettura e scrittura Braille.
L’incontro è proseguito con l’intervento del ricercatore di matematica presso l’Università degli Studi del Sannio, Michele Mele, autore dei libri “L’universo tra le dita” e “Il richiamo della strada”, che ha affrontato il tema dell’evoluzione del Braille e del ruolo delle persone non vedenti nelle discipline scientifiche. Il professore ha invitato a superare pregiudizi ancora diffusi, sottolineando come anche nei settori scientifici le persone non vedenti possano eccellere, se adeguatamente supportate.
Particolare attenzione è stata dedicata alla figura di Abraham Nemeth, inventore del codice Braille per la trascrizione delle formule matematiche, noto come “Metodo Nemeth”: un esempio concreto di come l’ingegno e la determinazione possano aprire nuove strade nella conoscenza scientifica e nell’accessibilità alla formazione.
Al termine degli interventi, i soci presenti hanno rivolto numerose domande al professore, approfondendo i temi trattati nei suoi libri e nella sua attività divulgativa, attraverso la quale emerge con chiarezza quanto sia fondamentale diffondere una cultura dell’inclusione: con gli strumenti e gli accorgimenti adeguati, le persone con disabilità visiva possono affrontare e superare qualsiasi percorso formativo e professionale.
La giornata si è conclusa con un messaggio condiviso: il codice Braille e le nuove tecnologie rappresentano insieme una forza imprescindibile per una formazione completa e consapevole. Informare e sensibilizzare la società su questi temi è un impegno che deve proseguire, affinché nessuno venga lasciato indietro e l’accesso al sapere sia davvero garantito a tutti.
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